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Nella centrale piazza del Duomo si trovano congiunti il Broletto, la torre civica e la cattedrale.
Di struttura simile a quella dì altri palazzi comunali dell'Italia settentrionale, con portico per le assemblee popolari e grande salone al primo piano per le riunioni dei maggiorenti, il Broletto comasco si distingue per le facciate a fasce policrome. Fu innalzato nel 1215 dal podestà
Bonardo da Cadazzo; incendiato nel 1408, venne ricostruito a metà dello stesso secolo e mutilato dell'ultima campata a destra per fare
posto al duomo. Nel 1972 si è ripristinato il primitivo piano di calpestio del portico. Adibito a teatro, poi ad archivio, ospita oggi mostre e pubbliche manifestazioni, Insieme con il palazzo
fu eretta anche l'attigua torre civica, ricostruita nella parto superiore, secondo le linee
originarie, neI 1927.
Il Duomo comasco, ai cui lavori partecipò finanziariamente tutta le città,
riflette nella sua struttura i diversi stili succedutisì nei tre secoli e mezzo occorsi per la costruzione. La fabbrica, iniziata nel 1396 sull'area dalla
basilica romanica di Santa Maria Maggiore, sì concluse infatti solo nel 1740 con il compimento dell'elegante cupola, progettata da
Filippo Juvara.
Sulla facciata, ai lati del portale principale, spiccano le statue degli scrittori latini
Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane, illustri cittadini
comaschi, curiosamente collocati in posizione d'onore, nonostante fossero pagani.
Tommaso Rodari (XV - XVI secolo), assieme alla sia famiglia,
realizzò la maggior parte delle decorazioni scultoree della facciata
e il progetto dei fianchi, i portali laterali, fra cui è particolarmente ricco quello sul fianco sinistro (detto porta della Rana da una scultura oggi mutilata) e molte delle sculture all'interno.
L'interno a croce latina di tre navate, scandita da dieci pilastri cruciformi, contiene preziose opere d'arte, fra le quali arazzi del XVI o XVII secolo, tessuti a Ferrara, Firenze e Anversa (appesi tra i
pilastri), e dipinti di Bernardino Lumi e di Gaudenzio Ferrari.
Nella quarta campata della navata destra sì trova il monumentale altare ligneo dì
Sant'Abbondio, dell'inizio del XVI secolo. Il lavoro di intaglio è opera soprattutto della bottega di
Giovan Angelo del Maino. Alla sua sinistra si trova l'Adorazione dei Magi del
Luini: alla sua destra la Fuga in Egitto dal Ferrari. Davanti all'altare maggiore eseguito a
Roma nel 1728 ò stata posta recentemente l'antica mensa in stile gotico dì Santa Maria Maggiore. Dietro si trovano stalli lignei
seicenteschì. Al
seicento risalgono anche i pregevoli organi della quinta campata. I due leoni del XII secolo che reggono le acquasantiere
provengono dalla distrutta chiesa di Santa Maria Maggiore. La visita continua...
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